Cavitazione ad Ultrasuoni

Che cosa è la Cavitazione

E’ una tecnica innovativa per la riduzione non chirurgica delle adiposità localizzate, che utilizza ultrasuoni a bassa frequenza compresi tra i 30 KHz e i 70 KHz con un sistema di scansione multifrequenza. Questi ultrasuoni generano, in profondità, un effetto conosciuto come CAVITAZIONE questa è una metodica efficace e sicura, non invasiva, indolore e senza effetti collaterali, che consente di sciogliere ambulatorialmente il grasso e la cellulite in sicurezza, senza anestesia e tempi di convalescenza.

I trattamenti sono assolutamente indolori, piacevoli e non invasivi con risultati visibili già dalla prima applicazione.

Il trattamento non può considerarsi definitivo, ma si può classificare come a lunga persistenza. Il trattamento può essere ripetuto all’occorrenza.

Come agisce il sistema a cavitazione

L’oscillazione provocata dagli ultrasuoni a bassa frequenza crea la formazione di micro-bollicine (o cavità) che implodono all’interno della massa grassa e degli adipociti, fluidificandola e favorendo la fuoriuscita dei grassi stessi senza danneggiare le membrane cellulari. L’azione degli ultrasuoni agisce in maniera sinergica determinando la riduzione e la ridistribuzione del grasso sottocutaneo con azione lipoclastica e lipolitica, riduzione dell’edema e miglioramento della circolazione venosa e linfatica.

INDICAZIONI: Trattamento della Cellulite, Adiposità localizzate, imperfezioni post-liposuzione, trattamenti pre-liposuzione, riassorbimento dei lipomi.

ZONE TRATTABILI: tutte le aree in cui ci sia adipe in eccesso, esclusi viso, collo, mammelle.

FREQUENZA: Chiaramente dipende dall’entità e dalla dimensione di aree da trattare. Nella nostra esperienza si è rivelata ottimale una seduta ogni 7 – 10 giorni per un totale di 4 - 6 sedute, con possibilità di ripetizione del ciclo, qualora necessario.

CONTROINDICAZIONI

• Gravidanza e pueperio

• Cardiopatia e/o conclamate patologie cardiovascolari

• Trombosi e/o tromboflebiti

• Acufeni e/o disfunzioni dell’orecchio medio o interno ( es. labirintite o altre sindromi a forma vertiginosa)

• Oseoporosi ed ogni altra forma di fragilità ossea conclamata

• Neoplasie e pazienti in terapia chemioterapica attiva

• Lesioni cutanee aperte o in fase cicatriziale

• Protesi metalliche nelle aree oggetto del trattamento

• Pacemarker o pompe ad insulina